Blog e libertà di parola: Yoani Sanchez
Ho parlato qualche giorno fa dei paesi che censurano Internet, oggi voglio “aggiornare” la situazione suggerendovi l’intervista apparsa sul sito del Corriere della Sera alla blogger cubana Yoani Sanchez.
Yoani scrive sul blog Generaciòn Y e rivendica il diritto alla libertà di espressione nel suo paese. Come è facile immaginare, la sua volontà è stata ostacolata più e più volte dal governo di Raul Castro, il quale non permette per nulla al mondo che l’apparenza idilliaca della sua isola venga attaccata dal report giornaliero di Yoani sulle reali condizioni di vita nell’isola caraibica.
Per citare un paio di episodi ricordo che a Yoani (inserita tra le 100 personi più influenti del mondo dal Times) è stato impedito di recarsi al ritiro del premio Ortega Y Gasset in Spagna (visto negato), mentre nel marzo 2008 il suo sito è stato oscurato agli occhi dei cubani.
Tuttavia, a sorpresa, il suo ultimo discorso “democratico” non è stato censurato dal regime castrista, tanto che Yoani ha pronunciato parole di speranza: “L’ isola reale ha cominciato a trasformarsi in un’ isola virtuale più democratica e pluralista“.
Speriamo bene. Si attendono sviluppi.
Per approfondire:

10 aprile 2009, 16:07
I blogger NON dovrebbero poter parlare. Così facendo il blogger non esisterebbe più ed il sistema sarebbe salvo ed intatto
10 aprile 2009, 16:13
oh gia, hai proprio ragione. sono dei maledetti rompiballe sti blogger.
11 aprile 2009, 13:46
Oggi INTERNAZIONALE dedica la copertina a Yoani Sanchez e IO DONNA la intervista. Il 15 aprile esce CUBA LIBRE – Rizzoli da me tradotto e curato.
Gordiano Lupi
P.S.: Il blog di Yoani si legge anche in italiano a http://desdecuba.com/generaciony_it/
Traduzione di Gordiano Lupi – http://www.infol.it/lupi
13 aprile 2009, 18:18
Ciao Gordiano e grazie per averci dato un’informazione importante. complimenti per il tuo lavoro.
15 giugno 2009, 12:10
[...] Blog e libertà di parola [...]
12 aprile 2011, 11:12
Ritengo che Yoani abbia alcune ragioni, quando critica la politica del suo paese, ma dovrebbe fare uno sforzo ulteriore, per capire di più della “storia” del suo paese stesso. Nel 1959 si è verificata una rottura traumatica nei rapporti con gli EE.UU., sono state confiscate proprietà…etc . L'arroganza degli EE.UU e il loro atteggiamento di “dominus”ha spinto i paese caraibico nelle braccia dell'allora URSS. (Non so con quanto entusiasmo x dirigenti di allora) Adesso é difficile , e per le proprietà materiali di quei tempi da restituire e per l'orgoglio cubano più o meno giustificato, fare marcia indietro, almeno fino a quando vivranno i vecchi dirigenti rivoluzionari.
La forza economica degli EE.UU. dovrebbe permettere loro di fare la prima mossa, essa toglierebbe alibi al governo di Cuba, ma se gli USA rimangono vittime della lobby cubana di Miami, i tempi per la normalizzazione dei rapporti si allungheranno ancora per un pò di tempo….
Per analizzare tutto occorrerebbe scrivere un libro…..