Tra Facebook e realtà: proteste di piazza
Forse si sta esagerando: in Francia un gruppetto (modesto) di persone ha pubblicamente manifestato in piazza contro la nuova versione di Facebook.
Ora, capisco (e non condivido) che le novità possano leggermente turbare, accetto che nonpiaccia questa nuova veste grafica, mi sforzo a comprendere la scarsa elasticità mentale di taluni, ma MANIFESTARE IN PIAZZA NO. Già mi immagino lo slogan: “Rivogliamo la vecchia versione, Zuckerberg coglione“! Passi che in Francia amano scendere in piazza ad ogni refolo di vento, ma questo mi sembra esagerato.
Se invece si volesse scervellarsi e trovare un senso a tutto ciò, potremmo riflettere sul fatto che oggigiorno Facebook ha superato la barriera tra realtà e virtualità, ponendosi come un entità all’interno della quale le persone agiscono e si relazionano quasi che agissero nella realtà quotidiana (quale tuttavia è Fb per molti).
Come si scende in piazza per esprimere la propria indignazione per una deturpazione ambientale, per l’abbattimento di un eco-mostro, così si fa anche per manifestare contro le modifiche “ambientali” (il layout in questo caso) del social network più amato del web. Non si coglie più la differenza tra ciò che avviene nel mondo reale e concreto e ciò che invece ci coinvolge nella nostra “vita digitale“: sono entrambe sullo stesso piano, sono direttamente proporzionali e meritano ambedue la medesima considerazione. D’altronde se parliamo di Facebook come una nazione di 200 milioni di abitanti, perchè dovremmo stupirci di queste (bizzarre) iniziative?
Fonti: Techcrunch e Franzrusso

21 aprile 2009, 08:57
“Rivogliamo la vecchia versione, Zuckerberg coglione“ è geniale! A parte gli scherzi, il fatto di non notare la differenza tra realtà e e mondo digitale ha un nome ed è alienazione.
Ora, se un gruppo di persone vanno in piazza per manifestare contro la nuova interfaccia di Facebook, sono persone con dei problemi mentali seri, ma non tanto per il motivo per il quale sono in piazza ma quanto per i mille per i quali non ci vanno.
Anche in ambito informatico ci sono molti motivi, ben più validi, per protestare… non una cazzata come questa.
21 aprile 2009, 09:14
verissimo Rudy. d’altronde se c’è chi protesta su facebook contro il governo, per il contrappasso c’è chi usa la piazza x andare contro Fb! scherzo ed esagero, ovviamente!
21 aprile 2009, 10:10
Perchè c’è ancora la barriera tra virtuale e reale? Mi sembra che sia sparita già da un bel pò di tempo!
21 aprile 2009, 10:47
beh, non c’è forse una barriera vera e propria, ma io mi auguro che si riesca cmq a distinguere in modo chiaro e preciso ciò che concerne la vita vera e quello che invece è intrattenimento (qual’è spesso FB)..non credi?
21 aprile 2009, 16:02
Ci sono ragioni ben più serie per manifestare in piazza rispetto alla nuova veste grafica di Facebook. Ad esempio manifestare contro le applicazioni di Fb, dal calendario a rapitore seriale a chi ti abbraccia senza nemmeno conoscerti. Lo slogan potrebbe essere simile: “Le applicazioni hanno rotto i coglioni”. Propongo un bel corteo.
21 aprile 2009, 16:12
ahahah! come non darti torto! effettivamente abolirei anche i giochi tipo “guerra di bande” , “pet society”, “restaurant city” e simili..propongo come nuovo slogan “chi non salta un’applicazione è”!
22 aprile 2009, 09:51
[...] colpisce solamente i politicanti italiani e la legge elettorale e siccome è sempre più labile il confine tra reale e virtuale non poteva mancare il referendum indetto da [...]