Tra Facebook e realtà: proteste di piazza
Forse si sta esagerando: in Francia un gruppetto (modesto) di persone ha pubblicamente manifestato in piazza contro la nuova versione di Facebook.
Ora, capisco (e non condivido) che le novità possano leggermente turbare, accetto che nonpiaccia questa nuova veste grafica, mi sforzo a comprendere la scarsa elasticità mentale di taluni, ma MANIFESTARE IN PIAZZA NO. Già mi immagino lo slogan: “Rivogliamo la vecchia versione, Zuckerberg coglione“! Passi che in Francia amano scendere in piazza ad ogni refolo di vento, ma questo mi sembra esagerato.
Se invece si volesse scervellarsi e trovare un senso a tutto ciò, potremmo riflettere sul fatto che oggigiorno Facebook ha superato la barriera tra realtà e virtualità, ponendosi come un entità all’interno della quale le persone agiscono e si relazionano quasi che agissero nella realtà quotidiana (quale tuttavia è Fb per molti).
Come si scende in piazza per esprimere la propria indignazione per una deturpazione ambientale, per l’abbattimento di un eco-mostro, così si fa anche per manifestare contro le modifiche “ambientali” (il layout in questo caso) del social network più amato del web. Non si coglie più la differenza tra ciò che avviene nel mondo reale e concreto e ciò che invece ci coinvolge nella nostra “vita digitale“: sono entrambe sullo stesso piano, sono direttamente proporzionali e meritano ambedue la medesima considerazione. D’altronde se parliamo di Facebook come una nazione di 200 milioni di abitanti, perchè dovremmo stupirci di queste (bizzarre) iniziative?
Fonti: Techcrunch e Franzrusso
