Il referendum sulla privacy di Facebook

La smania referendaria non colpisce solamente i politicanti italiani e la legge elettorale e siccome è sempre più labile il confine tra reale e virtuale non poteva mancare il referendum indetto da Facebook.
Il problema è spinoso, ovvero i termini di servizio di FB: si proponeva infatti che i contenuti generati dagli utenti divenissero di proprietà esclusiva del sito, cozzando così con le regole della privacy e della proprietà intellettuale. In seguito alle ovvie proteste la proprietà di Facebook ha proposto un referendum tra gli utenti in modo da aprire un confronto con essi in merito alle future condizioni d’uso.
Si è aperta così una “fase democratica” del social network, il quale si trova sempre più spesso ad affrontare temi tipici del mondo reale, quale l’annoso problema del raggiungimento del quorum.
Il quorum è stato infatti fissato al 30% degli utenti attivi mensilmente, ovvero circa 50 milioni di voti. Ebbene, il termine ultimo per votare è fissato per il 23 aprile (domani), e sapete in quanti hanno votato? 300.000 appena!
Sorgono due riflessioni: da un lato a quanto pare agli utenti importa ben poco del problema e pertanto si fatica a raggiungere il quorum come nei referendum classici, dall’altro sono già partite le prime critiche che vedono il voto come una sorta di truffa ben mascherata per consultare gli utenti in modo molto superficiale e poi agire come nelle intenzioni iniziali (ma con la coscienza a posto).
Si attendono a breve interessanti sviluppi.
[ Via Repubblica.it ]
22 aprile 2009, 10:10
Io ho firmato!
22 aprile 2009, 11:11
Fai parte dell’1% che lo ha fatto..non ti senti solo e democratico?
22 aprile 2009, 13:29
Ancora non ho firmato, ma mi sorprende che questo benedetto quorum non si raggiunga, visto anche che è solo del 30% (un quorum anomalo, direi). Hai ragione Davide quando dici che forse interessa poco ai milioni di utenti iscritti….chissà come mai?
22 aprile 2009, 13:43
eh , ma il 30% sono pur sempre 50 milioni di persone, che secondo me pensano a tutt’altro quando sono su Fb che alle condizioni d’uso (per poi magari pentirsene)..tra l’altro io x primo sono venuto a conoscenza della notizia xpuro caso, non mi sembra ci sia stato tutto questo battage pubblicitario. e io sono collegato 12 ore al giorno, posso immaginare bene che chi si collega un paio d’ore e basta sia ancor meno informato..
22 aprile 2009, 14:32
Credo che abbiano principalmente fallito nel passare il messaggio.
All’utente medio di FB, salvo trovarsi una nuova top bar da 200pixel che strilla la votazione, di queste cose non importa più di tanto.
O meglio, a parlare di privacy come “discorso da bar” sono capaci tutti, ma nella quotidianità dei fatti ci si dimentica presto del problema. E rispetto alla marea di gruppi, notifiche e applicazioni insensate che popolano Facebook, la votazione è passata fin troppo in sordina.
Un peccato, ad ogni modo
22 aprile 2009, 14:48
esatto francesco (gavello), c’è poca informazione sull’argomento e poco reale interesse da parte della maggioranza della popolazione FB.
è molto piu interessante “scopri quale componente della banda della magliana sei” oppure “quale animale sub-caucasico ti rappresenta di piu?”..o no?
24 aprile 2009, 10:53
[...] stati annunciati oggi i risultati del referendum promosso su facebook relativamente alle condizioni d’uso: come preannunciato, è stato un flop. 600.000 voti, pari [...]
21 gennaio 2010, 12:00
Ancora non ho firmato, ma mi sorprende che questo benedetto quorum non si raggiunga, visto anche che è solo del 30% (un quorum anomalo, direi). Hai ragione Davide quando dici che forse interessa poco ai milioni di utenti iscritti….chissà come mai?