Forbes ha stilato la classifica dei 25 personaggi più influenti del web, ecco chi sono i primi 10 con tanto di link e descrizione:

1) Perez Hilton : il gossip al potere. Mario Lavandeira (si, si chiama così, non ridere) è per il terzo anno consecutivo il blogger più influente del pianeta internet; per quanto sia inquietante raggranella più di 7 milioni di visite al mese e ha più di 1 milione di followers su Twitter. Insomma, il ragazzo “pesa”.
2) Michael Arrington: uno dei fondatori di TechCrunch, la Bibbia dei geek, il tempio di tutti coloro che fanno della rete un lavoro. Il buon Michael, che vive nella Silicon Valley, non fa altro che recensire, proporre e scovare idee da trasformare infloride imprese. Avercene come lui!
3) Pete Cashmore: mister Mashable, insomma. Il mascellone venuto dalla Scozia a 19 anni aveva già per le mani un impero (online), ora che, anche lui, si è trasferito in pianta stabile in Silicon Valley (il posto più arido dell’universo, per altro), fornisce sul suo blog chicche a ripetizione sul mondo dei social media. Se lavori nel marketing, DEVI leggerlo! ps: tanto per gradire, ha solo un paio di milioni di followers su Twitter.
(continua…)

Google e Twitter dominano la nostra quotidianità, al punto da essere state elette rispettivamente parola del decennio e parola del 2009.
Come puoi leggere su Blogposh.com
La parola dell’anno, anzi, addirittura dell’ultimo decennio, è, secondo la ADS, Google.
A giocarsi il titolo, due termini appartenenti alla stessa aerea semantica: il tweet del celebre Social Network che ha rubato adepti a Facebook e il nome del più celebre motore di ricerca che sia mai esistito. Per non scontentare nessuno, Tweet ha incassato l’award di Parola del 2009
Ci sarà rimasto male Mark Zuckerberg?

Puoi comprare l’attenzione (la pubblicità)
Puoi mendicare l’attenzione (i Pr)
Puoi infastidire le persone una a una per ottenere la loro attenzione (i commerciali)
oppure
puoi guadagnarti e meritarti l’attenzione creando prima qualcosa di interessante e prezioso per poi pubblicarlo e condividerlo liberamente online: un video su YouTube, un blog, una ricerca di mercato, una foto, una twittata, un ebook, una fan page su Facebook.
Questa la definizione (tradotta in altrettante parole italiane!) del creativo americano Randy B del Social Media Marketing.
Sapreste fare di meglio?

Come dicevo pochi giorni fa, ecco le sei tipologie di utenti Twitter rappresentate in maniera simpatica.

La storia passa per Internet, ormai è un fatto accettato anche dai più tradizionalisti: quali sono però i 10 momenti che più hanno caratterizzato il web negli ultimi 10 anni?
L’annuale manifestazione dei Webby Awards (nata nel lontano 1996 e ch si terrà in primavera 2010) ha selezionato i 10 momenti top della storia recente di Internet:
(continua…)
Una volta gli italiani erano famosi nel mondo come un popolo di santi, poeti e marinai, ora il detto andrà parzialmente corretto: sugli italiani santi non ci metterei la mano sul fuoco, marinai mi sembra un po’ demodè, mentre gli italiani poeti sembrano essersi trasformati in..generatori di contenuto!
L’Osservatorio sui Social Media ha infatti decretato la supremazia degli italiani in quanto a produzione di contenuti sui social media. E, badate, non si sta parlando di ragazzini brufolosi deliranti per i Tokyo Hotel, bensì di adulti compresi tra i 43 e i 52 anni.
Personalmente mi sono fatto l’idea che l’entusiasmo per i social media dimostrato dagli adulti sia da riportare al fatto che, a conti fatti, sono LORO i “principianti del web“, ossia sono i nostri genitori coloro che si approcciano in modo più creativo con i SM perchè per loro è una delle prime esperienze multimediali che vivono. Noi che siamo cresciuti a pane e Nintendo forse abbiamo già maturato un certa disilusione e noia per i social network. Forse.
Tra gli altri dati emersi ci tengo a sottolineare che gli Italiani sono primi anche nella categoria “critics“, mentre gli olandesi la fanno da padrone nelle sezioni “joiners ” e “spectators“. I più pigri, passivi e inattivi? I teteschi di cermania, ja.

via SocialMediaMarketing.it

Lo scorso weekend mi sono avventurato fino alla splendida Riva Del Garda (che è, insospettabilmente, proprio sull’omonimo lago) per andare ad assistere alla Blogfest, occasione di ritrovo per blogger che ospitava anche l’annuale manifestazione organizzata da Gianluca Neri, il Macchianera Blog Awards, ossia l’equivalente dei telegatti per blog.
Il trionfatore assoluto è stato il blog collettivo Spinoza, geniale ed irriverente blog di satira politica, che si è aggiudicato i premi di Miglior Blog, Miglior Blog Collettivo e Miglior Community.
Il premio di Blogger dell’anno è andato a Paul The Wine Guy, mentre PiovonoRane ha vinto quale Miglior Blog Giornalistico, Uccidiungrissinosalveraiuntonno è il Miglior Blog di Cazzeggio (premio ambitissimo!), Un Tocco di Zenzero Miglior Blog Food&Wine .
A premio anche il blog di Travaglio, Voglio Scendere, vincitore nelle categorie Blog d’Opinione e Blog Vip. QUI trovate l’elenco completo dei vincitori.
Premi a parte, un’occasione davvero interessante per approfondire alcune conoscenze (un saluto a Rudy, a Gio, a Francesco, a Riccardo e a Nicoletta) e sentire di far parte di un mondo in pieno fermento, ricco di idee e in cui si respira aria di futuro.
Insomma, God Bless Blogfest!
ps: nota di merito per la mia t-shirt marchettara

Voglio iniziare la settimana con un post leggero e simpatico: avete presente l’abitudine di Google di personalizzare il proprio logo in occasione di anniversari e date particolari? Ho trovato su un sito una simpatica raccolta di immaginari loghi di Google davvero interessante:

Belli vero?
Buona settimana!
[ via TheNextWeb ]

Vi rimando ad un articolo apparso su Technicoblog relativo ad un discorso tenuto dal presidente americano Obama davanti ad una platea di studenti in merito al rapporto giovani/social media.
Ecco un primo stralcio:
Barack Obama, parlando agli studenti americani li avverte delle potenzialità negative dei social media, o meglio, non perdendo la sua inclinazione “socialmediatica”, ha trattato con gli studenti la questione di ciò che si posta sui social networks inavvertitamente.
Usando un’espressione del tutto nuova, propria dell’era digitale, ma un pò fuori dagli schemi, un linguaggio adatto, del resto al pubblico di giovani studenti, afferma: “…you need to live your life as if your mother is watching, because what happens in Vegas stays on YouTube.”
Articolo completo
foto: GregHalbert
Vi rimando all’articolo “Il giorno che il microblogging significò libertà d’espressione” pubblicato su Microblogging.it, il quale offre un interessante punto di vista sull’importanza assunta dai servizi di social network nel comunicare notizie censurate dai governi locali: il messaggio del leader iraniano Mousavi rimarrà certamente tra le frasi che hanno fatto la storia dell’informazione mondiale.

Hanno detto..