I 25 personaggi più influenti della Rete

Forbes ha stilato la classifica dei 25 personaggi più influenti del web, ecco chi sono i primi 10 con tanto di link e descrizione:

1) Perez Hilton : il gossip al potere. Mario Lavandeira (si, si chiama così, non ridere) è per il terzo anno consecutivo il blogger più influente del pianeta internet; per quanto sia inquietante raggranella più di 7 milioni di visite al mese e ha più di 1 milione di followers su Twitter. Insomma, il ragazzo “pesa”.

2) Michael Arrington: uno dei fondatori di TechCrunch, la Bibbia dei geek, il tempio di tutti coloro che fanno della rete un lavoro. Il buon Michael, che vive nella Silicon Valley, non fa altro che recensire, proporre e scovare idee da trasformare infloride imprese. Avercene come lui!

3) Pete Cashmore: mister Mashable, insomma. Il mascellone venuto dalla Scozia a 19 anni aveva già per le mani un impero (online), ora che, anche lui, si è trasferito in pianta stabile in Silicon Valley (il posto più arido dell’universo, per altro), fornisce sul suo blog chicche a ripetizione sul mondo dei social media. Se lavori nel marketing, DEVI leggerlo! ps: tanto per gradire, ha solo un paio di milioni di followers su Twitter.

(continua…)

Novità negli Insights di Facebook

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Nuova e interessantissima novità per gli amministratori di pagine Facebook: da oggi sono disponibili statistiche relative al numero di visualizzazioni e all’engagement di ogni singolo aggiornamento della pagina.

Come puoi vedere nell’immagine, nel rettangolino rosso, è possibile conoscere il numero di visualizzazioni dell’aggiornamento (nell’esempio, 233mila e rotti) e la percentuale di feedback (0.44%, bassina, purtroppo) ricevuti. I Feedback sono calcolati grazie al rapporto del “numero di commenti e likes per visualizzazione“.

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Non c’è che dire, un gran bel passo avanti verso un’analisi sempre più precisa e approfondita del proprio lavoro sul social network più famoso al mondo.

Social Media Editor, un mestiere nuovo

La notizia non è più di prima mano, ma mi fa piacere parlarne comunque. Avrete sicuramente letto in giro per la rete che il New York Times ha da pochi giorni assunto una persona (tale Jennifer Preston) per affidarle il ruole di Social Media Editor.

Di primo impatto sembrerebbe l’ennesima figura professionale di cui non si capisce bene la reale utilità, tuttavia ritengo (forse perchè un po’ mi ci ritrovo!) che invece possa fornire un apporto importante alle aziende.

In sostanza, il Social Media Editor si occupa fare comunicazione aziendale diffondendo le news relative all’azienda per cui lavora non sui media tradizionali (come accade negli uffici stampa “classici”), bensì di condensare le notizie adattandole alle esigenze dei nuovi media, nello specifico dei Social Network e dei Social Media. Quindi il SME adatterà le tradizionali forme di comunicazione aziendali, in quanto le “idee si sminuzzano in uno spazio lungo quanto uno sms e stabiliscono la nuova unità di misura della comunicazione*”.

Il pane quotidiano di questa figura saranno pertanto sì Facebook (nella forma di profilo e pagina aziendale), ma anche Twitter, Friendfeed, MySpace, Tumblr e ovviamente i blog. Senza dimenticare di strizzare l’occhio ai cosiddetti Social News, ossia gli aggregatori di notizie (come Liquida, OKNOtizie e Wikio).

Tornando alla notizia relativa al NYT, leggiamo infatti che i compiti della Social Media Editor saranno:

- sviluppare il TimesPeople, ovvero il social network proprio del NYT

- consolidare la presenza del NYT sui social network, studiando strategie ottimizzate alla diffusione delle notizie su tali media

- essere in stretto contatto con i lettori,cercando di estrapolare dalle “conversazioni” online gli argomenti caldi relativi alla testata giornalistica

- monitorare i trends attraverso l’analisi e l’utilizzo attivo dei social network

- erudire i colleghi nell’uso dei social network

Personalmente, anche in base alla (breve) esperienza professionale accumulata, mi sembra una figura imprescindibile all’interno di un’azienda moderna e intenzionata a sviluppare con i propri lettori (utenti, in generale) un rapporto one-to-one, basato sulla collaborazione e sulla condivisione reciproca.

* grazie a Rudy per l’ispirazione, e complimenti per il post ;)

Il kiwi con la frutta intorno

Rivestite una cosa buona in una cosa bella, ed ecco che avrete un packaging di successo (la faccio facile)!


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Vi invito a leggere il post Fruit Juice Packaging su Bloggokin, sicuro che rimmarrete piacevolmente sorpresi dalla semplice genialità del designer giapponese Naoto Fukasawa.