Microblogging e libertà d’espressione

Vi rimando all’articolo “Il giorno che il microblogging significò libertà d’espressione” pubblicato su Microblogging.it, il quale offre un interessante punto di vista sull’importanza assunta dai servizi di social network nel comunicare notizie censurate dai governi locali: il messaggio del leader iraniano Mousavi rimarrà certamente tra le frasi che hanno fatto la storia dell’informazione mondiale.

La Rivoluzione via Twitter

Nel momento in cui si leggono di censure sempre più frequenti nei confronti dei blogger e dell’utilizzo dei social network (pensiamo ai casi cubani e cinesi trattati su questo blog) fa doppiamente piacere ascoltare notizie che riportano dell’utilizzo di Twitter come strumento di protesta che sfugge alla censura governativa.

In seguito alle elezioni iraniane, come sappiamo, si stanno verificando numerosi episodi di rivoluzione di piazza; episodi di cui si sa relativamente poco inEuropa a causa delle censura governativa che impedisce un efficace monitoraggio della situazione da parte dei media tradizionali.

Le informazioni filtrano invece da Twitter, strumento attraverso il quale i manifestanti (sostenitori di Mousavi) aggiornano in diretta relativamente alla situazione delle proteste di piazza e su tutto ciò che sta accadendo a Teheran. Nonostante il blocco dell’applicazione da parte del governo di Ahmadinejad, molte persone sono riuscite ad aggirare la censura pubblicando news via Twitterfall e altri servizi.

Se volete seguire la protesta iraniana via twitter,seguite i profili @persiankiwi, @parahmdoustdar, @johnperrybarlow e @IranRiggedElect .

Personalmente, nonostante la drammaticità dell’evento, mi sembra una notizia quanto mai importante da segnalare, un evento a modo suo storico nel panorama dei social network, i quali piano piano stanno soppiantando sempre più le tradizionali fonti di informazione.

Fonti:

GeekFiles

Iran – A nation of bloggers (Tommaso)

Asianews.it (immagine)