Hai presenti i bottoni social che trovi in quasi tutti i blog al fondo del post? La loro funzione è nota a tutti, ma la cosa che mi incuriosisce sempre è capire quanto e come siano effettivamente usati dagli utenti.
Ebbene, una recente ricerca condotta da TechCrunch in collaborazione con Gigya (una società che fornisce un widget di sharing ad alcuni dei maggiori siti mondiali) ha dimostrato che i servizi sui quali avviene più spesso la condivisione sono, ovviamente, Facebook e Twitter (rispettivamente 44% e 29%) seguiti a ruota da Yahoo (18%) e MySpace (9%).
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Sei arrivato a 2000 following su Twitter e ti è arrivato un allarmante messaggio che ti avvisa che d’ora in poi non potrai più seguire nessun’altro? Tranquillo, sei in buona compagnia.

Twitter impone infatti ai propri iscritti un limite: prima di poter seguire un numero di utenti maggiore di 2000 dovrai attendere che aumenti anche il tuo numero di followers, in modo che si pareggi un po’ la situazione. Questo perchè come ben ti sarai accorto, su Twitter abbondano gli spammers che non fanno altro che “followare” come pazzi il maggior numero di utenti.
Il limite attualmente lavora in base ad una percentuale (del 10%) sul rapporto tra following e followers, ma solo una volta giunti a 2000 following.
Esempio:
1) Al momento hai 1900 followers: il 10% di 1900 è 190, quindi 1900+190= 2090 = numero massimo di following cui puoi arrivare (attualmente).Ora dovrai attendere che si bilancino nuovamente i following/followers.
2) Arrivato a 2090 followers, aggiungi il 10% a questo numero: ecco che il tuo nuovo limite di following sarà 2299.
3) ..e così via!
Insomma, datti da fare per conquistare nuovi followers! Non si può solo puntare sulla gentilezza altrui che porta a ricambiare il following!
[tratto da Twittnotes]

Puoi comprare l’attenzione (la pubblicità)
Puoi mendicare l’attenzione (i Pr)
Puoi infastidire le persone una a una per ottenere la loro attenzione (i commerciali)
oppure
puoi guadagnarti e meritarti l’attenzione creando prima qualcosa di interessante e prezioso per poi pubblicarlo e condividerlo liberamente online: un video su YouTube, un blog, una ricerca di mercato, una foto, una twittata, un ebook, una fan page su Facebook.
Questa la definizione (tradotta in altrettante parole italiane!) del creativo americano Randy B del Social Media Marketing.
Sapreste fare di meglio?
Hanno detto..