Il meglio della settimana

Alcuni post che vi segnalo caldamente:

New Twitter Research: men follow men and nobody tweets – (Harvard University)

Twitter come strumento SEO -  (Guadagna-soldi-ora)

Flickr integra Twitter – (MaestroAlberto)

Rivoluzione Twitter – (RudyBandiera)

Twitter, nuovo canale di informazione – (FranzRusso)

e..

Nuocere allo sviluppo di Internet? – (Wired)

Buon weekend!

La Rivoluzione via Twitter

Nel momento in cui si leggono di censure sempre più frequenti nei confronti dei blogger e dell’utilizzo dei social network (pensiamo ai casi cubani e cinesi trattati su questo blog) fa doppiamente piacere ascoltare notizie che riportano dell’utilizzo di Twitter come strumento di protesta che sfugge alla censura governativa.

In seguito alle elezioni iraniane, come sappiamo, si stanno verificando numerosi episodi di rivoluzione di piazza; episodi di cui si sa relativamente poco inEuropa a causa delle censura governativa che impedisce un efficace monitoraggio della situazione da parte dei media tradizionali.

Le informazioni filtrano invece da Twitter, strumento attraverso il quale i manifestanti (sostenitori di Mousavi) aggiornano in diretta relativamente alla situazione delle proteste di piazza e su tutto ciò che sta accadendo a Teheran. Nonostante il blocco dell’applicazione da parte del governo di Ahmadinejad, molte persone sono riuscite ad aggirare la censura pubblicando news via Twitterfall e altri servizi.

Se volete seguire la protesta iraniana via twitter,seguite i profili @persiankiwi, @parahmdoustdar, @johnperrybarlow e @IranRiggedElect .

Personalmente, nonostante la drammaticità dell’evento, mi sembra una notizia quanto mai importante da segnalare, un evento a modo suo storico nel panorama dei social network, i quali piano piano stanno soppiantando sempre più le tradizionali fonti di informazione.

Fonti:

GeekFiles

Iran – A nation of bloggers (Tommaso)

Asianews.it (immagine)

Social Media Editor, un mestiere nuovo

La notizia non è più di prima mano, ma mi fa piacere parlarne comunque. Avrete sicuramente letto in giro per la rete che il New York Times ha da pochi giorni assunto una persona (tale Jennifer Preston) per affidarle il ruole di Social Media Editor.

Di primo impatto sembrerebbe l’ennesima figura professionale di cui non si capisce bene la reale utilità, tuttavia ritengo (forse perchè un po’ mi ci ritrovo!) che invece possa fornire un apporto importante alle aziende.

In sostanza, il Social Media Editor si occupa fare comunicazione aziendale diffondendo le news relative all’azienda per cui lavora non sui media tradizionali (come accade negli uffici stampa “classici”), bensì di condensare le notizie adattandole alle esigenze dei nuovi media, nello specifico dei Social Network e dei Social Media. Quindi il SME adatterà le tradizionali forme di comunicazione aziendali, in quanto le “idee si sminuzzano in uno spazio lungo quanto uno sms e stabiliscono la nuova unità di misura della comunicazione*”.

Il pane quotidiano di questa figura saranno pertanto sì Facebook (nella forma di profilo e pagina aziendale), ma anche Twitter, Friendfeed, MySpace, Tumblr e ovviamente i blog. Senza dimenticare di strizzare l’occhio ai cosiddetti Social News, ossia gli aggregatori di notizie (come Liquida, OKNOtizie e Wikio).

Tornando alla notizia relativa al NYT, leggiamo infatti che i compiti della Social Media Editor saranno:

- sviluppare il TimesPeople, ovvero il social network proprio del NYT

- consolidare la presenza del NYT sui social network, studiando strategie ottimizzate alla diffusione delle notizie su tali media

- essere in stretto contatto con i lettori,cercando di estrapolare dalle “conversazioni” online gli argomenti caldi relativi alla testata giornalistica

- monitorare i trends attraverso l’analisi e l’utilizzo attivo dei social network

- erudire i colleghi nell’uso dei social network

Personalmente, anche in base alla (breve) esperienza professionale accumulata, mi sembra una figura imprescindibile all’interno di un’azienda moderna e intenzionata a sviluppare con i propri lettori (utenti, in generale) un rapporto one-to-one, basato sulla collaborazione e sulla condivisione reciproca.

* grazie a Rudy per l’ispirazione, e complimenti per il post ;)

10 motivi per iscriversi ad Anobii, il social network dei libri

Più riguardo a 1984

Appassionati di libri? personalmente si, perciò non potevo non iscrivermi all’ennesimo social network che tratta esclusivamente del magico mondo libresco.

Si chiama Anobii, è nato da un paio di anni ma sta crescendo esponenzialmente nell’ultimo periodo, come dimostra il grafico preso da Google Trends.



Tra l’altro, possiamo eleggere Siena e Torino quali città più affamate di libri a livello italiano?

In breve su Anobii potete:

  1. creare la vostra libreria personale con i titoli dei libri da voi letti
  2. creare una lista dei “wishes”, dei libri che vorreste leggere
  3. recensire, taggare, organizzare i vostri libri (par autore, per tipologia, per anno, etc)
  4. trovare i vostri amici e condividere con loro la vostra lista
  5. aggiungere tra i contatti (definiti “vicini”) gli utenti che hanno gusti simili ai vostri
  6. vedere chi legge i vostri stessi titoli
  7. trovare titoli correlati al libro che state consultando
  8. iscrivervi a gruppi di discussione tematici
  9. commentare,suggerire e aiutare gli altri utenti nella ricerca
  10. acquistare i libri recensiti (tramite siti esterni)

Tenete presente che su Anobii al momento ci sono 11.363.000 libri e immaginate le potenzialità di tutto ciò: se amate i libri non vi staccherete più dalla tastiera!

Ultimo appunto: esistono almeno un altro paio di socila network a tema libri, ovvero LibraryThing e Goodreads.

A breve vi aggiornerò con approfondimenti e riflessioni, intanto se volete dare un’occhiata al mio profilo per capire meglio..eccolo!

E voi? ci siete su Anobii?

Twitter, il social network della terza età

Twitter sarà il Facebook del 2009? Tutto è possibile in un mondo che cambia a velocità vertiginose come quello del web e in particolare dei social network.

I dati presentati da ComScore denotano infatti un volume di crescita a dir poco esponenziale del traffico per il “cinguettante” Twitter, il quale a Febbraio 2009 conta 10 milioni di visitatori unici al mese, aumentando del 700% rispetto al medesimo dato del 2008. I dati più impressionanti sono da un lato l’aumento di 5 milioni di visite uniche in più nel giro di 2 soli mesi, dall’altro l’aumento del 1000% degli utenti USA negli ultimi 12 mesi.



Se era facilmente immaginabile la costante e rapida crescita dell’uccellino sociale, risultava sicuramente più arduo auspicare la composizione dell’utenza di Twitter. Il reporter dell’agenzia Reuters Aleksei Oreskovic ha infatti pubblicato uno studio sulla demografia di Twitter, la quale si rivela quanto mai anomala: i social media early adopters tipici, ovvero i 18-24enni, sono solamente il 12% del totale, mentre sono la maggioranza gli utenti compresi tra i 25 e i 55 anni.

Nello specifico è quantomai interessante e sorprendente che il 36% degli utenti di twitter abbiano un’età compresa tra i 45 e i 54 anni.



Come mai?

Twitter è utilizzato da molti professionisti del settore (e non), segno che la “prima generazione” di Internet sta crescendo e che i cosiddetti “technologically inclined” non sono solo più i ragazzini e gli studenti universitari. E siccome il segmento over 25 è oggettivamente maggiore di quello under-25: insomma,  si può comprendere il motivo per cui Twitter ha avuto un boom di utenti così imponente negli ultimi tempi.

via http://www.comscore.com/blog

I migliori Twitter background della Rete

Pochi giorni fa vi ho segnalato i migliori Tumblr della rete, oggi proseguo con la mia ricerca estetico-grafica e vi segnalo una splendida lista tratta dal sito Inspiredology.

Troverete i migliori 42 Twitter background delle rete, un modo per trovare qualche idea interessante per personalizzare il vostro profilo dal punto di vista grafico (in alternativa, potrete innervosirvi vedendo il vostro triste sfondo azzurro!).

Se volete provare anche voi a dare un tocco di colore al vostro Twitter, vi consiglio due siti che permettono di creare dei Twitter background di una certa gradevolezza: Twitbacks e FreeTwitterDesigner.

Il referendum sulla privacy di Facebook

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La smania referendaria non colpisce solamente i politicanti italiani e la legge elettorale e siccome è sempre più labile il confine tra reale e virtuale non poteva mancare il referendum indetto da Facebook.

Il problema è spinoso, ovvero i termini di servizio di FB: si proponeva infatti che i contenuti generati dagli utenti divenissero di proprietà esclusiva del sito, cozzando così con le regole della privacy e della proprietà intellettuale. In seguito alle ovvie proteste la proprietà di Facebook ha proposto un referendum tra gli utenti in modo da aprire un confronto con essi in merito alle future condizioni d’uso.

Si è aperta così una “fase democratica” del social network, il quale si trova sempre più spesso ad affrontare temi tipici del mondo reale, quale l’annoso problema del raggiungimento del quorum.

Il quorum è stato infatti fissato al 30% degli utenti attivi mensilmente, ovvero circa 50 milioni di voti. Ebbene, il termine ultimo per votare è fissato per il 23 aprile (domani), e sapete in quanti hanno votato? 300.000 appena!

Sorgono due riflessioni: da un lato a quanto pare agli utenti importa ben poco del problema e pertanto si fatica a raggiungere il quorum come nei referendum classici, dall’altro sono già partite le prime critiche che vedono il voto come una sorta di truffa ben mascherata per consultare gli utenti in modo molto superficiale e poi agire come nelle intenzioni iniziali (ma con la coscienza a posto).

Si attendono a breve interessanti sviluppi.

[ Via Repubblica.it ]

10 modi per portare traffico di qualità ad un blog grazie a Twitter

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Approfitto dell’articolo di Microgeist sui 10 modi per portare traffico di qualità ad un blog attraverso Twitter per tradurvelo (a modo mio)  e prenderne spunto per alcune brevi riflessioni.

Ecco a voi le 10 azioni che (si spera) faranno fare il salto di qualità alla vostra attività di promozione su Twitter:

  1. Ottenere FOLLOWERS: nonostante alcune correnti di pensiero siano per il “pochi ma buoni”, è ovvio che per portare traffico al proprio blog sia necessaria avere una massa critica sostanziosa. Avere numerosi followers presuppone che molte persone vedano “in diretta” le vostre twittate, familiarizzando con voi e apprezzando i vostri buoni contenuti. I vostri followers possono re-twittarvi, facendo sì che anche i loro contatti si accorgano di voi.  E’ facile capire le potenzialità esponenziali di questo meccanismo.
  2. Inserire LINK e INFORMAZIONI utili: il flusso di informazioni da twittare non deve provenire esclusivamente dal vostro blog, ma è utile condividere i propri interessi, gli articoli reputati interessanti, le foto che vi hanno stupiti.
  3. Postare le news dal proprio BLOG: è ovviamente indicato veicolare i propri post ai followers, tuttavia sono necessari degli accorgimenti. Ad esempio, linkare i propri post negli orari in cui i vostri contatti sono online e fare attenzione a non esagerare con il re-twittaggio dei medesimi articoli.
  4. Fare PULIZIA dei followers inutili: capita spesso che il numero di coloro che vi seguono sia minore rispetto al numero di profili dai voi seguiti. Non è un problema, tuttavia considerate la possibilità di instaurare un rapporto di reciprocità con i vostri following. Insomma, fate spazio per i rapporti più costruttivi!
  5. Seguire più persone seguendo una STRATEGIA: scegliete persone simili a voi (usando servizi quali Twellow.com oppure Justtweetit.com, directories utili per trovare persone che condividono i vostri interessi). Due sono gli imperativi: espandete la vostra rete di conoscenze seguendo persone a voi affini e allargate i confini di essa interessandovi a coloro che operano in campi affini al vostro.
  6. CONVERSARE: siate interattivi e socevoli. Un nuovo amico entusiasta di voi farà da cassa di risonanza per il vostro blog, mentre il fatto di partecipare alle discussioni farà sì che siate considerati autorevoli.
  7. INIZIARE le conversazioni: una domanda posta con perizia e competenza aumenterà la vostra autorevolezza.
  8. Essere RILEVANTI: per essere riconosciuti come autorità nel campo in cui operate, dovrete essere sempre informati, competenti e utili. Citate le vostre fonti, usate canali d’informazione alternativi e siate unici.
  9. Essere INNOVATIVI: provate a scrivere cose davvero nuove, diverse, che si distinguano all’interno della massa dei post. Espandete il vostro punto di vista.
  10. Promuovere LO STESSO POST con testi sempre nuovi: sfruttate in pieno la potenza dei 140 caratteri per descrivere im modo sempre nuovo ed efficace i vostri post, attirando ogni volta l’attenzione dei vostri followers.

Facile, no? No, è molto difficile. Avere dei followers non vuol dire essere davvero seguiti, tuttavia significa avere in mano un buon numero di persone che si sono dichiarate interessate a ciò che abbiamo da dire. Non è cosa da poco, proviamo a sfruttarla a nostro favore!

Prima di salutarvi, voglio segnalarvi un articolo di una fonte italianissima in cui si prova, come in questo post, a cercare modi utili per dare un senso alla propria presenza su Twitter.

Twitter Strategies di Francesco Piersimoni

ps: al momento ho circa 200 followers, e sono settimane che cerco di capire che farmene. Piano piano conto di raccapezzarmici.

Laurearsi in Social Network

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Prendete 4000 sterline, versatele sul conto dell’Università di Birmingham e aspettate l’inizio delle lezioni accademiche. Le materie curriculari saranno interessanti “Teorie e tecniche della comunicazione su Facebook“, ” Analisi linguistica del Twittering“, “Marketing applicato al Social Network” e magari anche “Strumenti analitici per l’adesione a gruppi inutili”!

Esagerazioni e ironie a parte, la notizia è vera: è stato istituito il corso di laurea in Social Network.

Non solo i Social Media saranno insegnati nelle elementari inglesi, ma persino gli atenei si adeguano alla “moda”, come sostiene il professore ideatore del corso “durante il corso prenderemo in considerazione ciò che la gente può fare usando Facebook e Twitter, e come questo possa essere usato nella comunicazione e nel marketing“.

L’idea di per sè non è malvagia, anzi, tuttavia si scatenano le critiche: da un lato i giovani d’oggi sono per lo più autoformatisi sulla materia e sono tecnologicamente più avanzati dei docenti preposti all’insegnamento, dall’altro lato si tratta di un investimento di risorse non indifferente.

Chissà cosa ne pensa la nostra ministra MariaStar Gelmini e la sua voglia di tagli alle Università. Personalmente credo che possa essere utile far capire agli studenti quali siano le reali possibilità di un social media in termini di business (Facebook non è solo cazzeggio fine a sè stesso) e quali siano le strade da perseguire per avviare/promuovere un’attività economica grazie a mezzi di comunicazione sostanzialmente nuovi. Nonostante le critiche (giustificate) non ritengo così immediato e naturale il passaggio dalla conoscenza del mezzo alla comprensione delle dinamiche di sfruttamento dello stesso a fini di marketing.

E voi, cosa ne pensate?

[ via La Stampa ]

Pothos: la pianta social

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URGENT! water me!” 10:06 AM Mar27 from web.

Miracoli della tecnica? forse. Fatto sta che Pothos è una pianta che aggiorna regolarmente il suo twitter per segnalare il suo bisogno di acqua.

[via Neatorama e ActiveMax]