Il limite dei 2000 following su Twitter

Sei arrivato a 2000 following su Twitter e ti è arrivato un allarmante messaggio che ti avvisa che d’ora in poi non potrai più seguire nessun’altro? Tranquillo, sei in buona compagnia.

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Twitter impone infatti ai propri iscritti un limite: prima di poter seguire un numero di utenti maggiore di 2000 dovrai attendere che aumenti anche il tuo numero di followers, in modo che si pareggi un po’ la situazione. Questo perchè come ben ti sarai accorto, su Twitter abbondano gli spammers che non fanno altro che “followare” come pazzi il maggior numero di utenti.

Il limite attualmente lavora in base ad una percentuale (del 10%) sul rapporto tra following e followers, ma solo una volta giunti a 2000 following.

Esempio:

1) Al momento hai 1900 followers: il 10% di 1900 è 190, quindi 1900+190= 2090 = numero massimo di following cui puoi arrivare (attualmente).Ora dovrai attendere che si bilancino nuovamente i following/followers.

2)  Arrivato a 2090 followers, aggiungi il 10% a questo numero: ecco che il tuo nuovo limite di following sarà 2299.

3) ..e così via!

Insomma, datti da fare per conquistare nuovi followers! Non si può solo puntare sulla gentilezza altrui che porta a ricambiare il following!

[tratto da Twittnotes]

25 imperdibili Social Media Infographics

Il sito WebDoctus.com propone una raccolta fantastica di 25 infographics relativi al mondo dei social media: seguite il link dopo l’immagine per consultare l’articolo completo.

25 Mind Blowing Social Media Infographics

Social Media Song: l’inno dei socialmarkettari

Cari i miei Social Media Addicted, ci mancava soltanto l’inno: ora Pete Codella riempie questo buco e canta “Crazy Little Thing The Web” (adattata sulle note della famosa canzone di Elvis Presley).

Signori e signore, canta Pete Codella (dirige il maestro Vessicchio?)..Social Media Song!

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STREPITOSO, non vi pare?

ps: mi riprometto di tradurvi il testo asap!

Il Social Media Marketing in 61 parole

Puoi comprare l’attenzione (la pubblicità)

Puoi mendicare l’attenzione (i Pr)

Puoi infastidire le persone una a una per ottenere la loro attenzione (i commerciali)

oppure

puoi guadagnarti e meritarti l’attenzione creando prima qualcosa di interessante e prezioso per poi pubblicarlo e condividerlo liberamente online: un video su YouTube, un blog, una ricerca di mercato, una foto, una twittata, un ebook, una fan page su Facebook.

Questa la definizione (tradotta in altrettante parole italiane!) del creativo americano Randy B del Social Media Marketing.

Sapreste fare di meglio?

Follow Friday: 3 consigli sul come e perchè

Provate un sottile sentimento di goduria ogni volta che qualcuno inserisce il vostro nome all’interno di un #ff? Attendete il venerdi non per andare a far bagordi in qualche malfamato locale bensì perchè è il vostro Giorno di Gloria? Perfetto, allora leggete quanto segue.

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Sto ovviamente parlando di Twitter e di Follow Friday (per amici e parenti, #ff), ossia l’ormai consolidata abitudine del venerdì di consigliare ai propri contatti Twitter altri utenti a nostro parere degni di essere seguiti, amati e ascoltati. Insomma, una raccomandazione 2.0 :)

Proviamo ora a analizzare come e perchè fare ampio uso dell’hashtag #ff:

1) Consigliando ai vostri followers di seguire qualcun’altro vi trasformate in testimonial

2) Aumentate il valore che fornite al vostro network consigliando loro persone/risorse di valore

3) Aumentate le possibilità di interazione all’interno del vostro network, scrivendo un messaggio che si presta a  ringraziamenti, approfondimenti e domande

+1) ringraziate sempre chi vi cita e limitatevi nel numero dei #ff, non ha senso consigliare 50 persone a volta!

Infine, un ultimo consiglio:

NON fatelo così: “@davidelico @seolaboratorio #ff”

FATELO piuttosto così: “#ff agli esperti #seo di @seolaboratorio, @davidelico per il suo blog e a @tinhangliu l’esperto di #community”. In sostanza, motivate il vostro consiglio e siate creativi!

via: Twitter Strategies: Follow Friday to recognize & attract new followers

Le aziende utilizzano i Social Media?

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Quali Social Media utilizzano le aziende?

Una recente ricerca condotta dallo studio Minneapolis-based Russell Herder and Ethos Business Law sul mercato statunitense ha evidenziato che i canali social più in voga sono:

  1. Facebook (80%),
  2. Twitter (66%),
  3. YouTube (55%),
  4. LinkedIn (49%)
  5. Blogs (43%)

Gli strumenti nati ultimamente per potenziare le caratteristiche dei Social Media secondo una logica di business sono infiniti, tuttavia per citare i più diffusi (ed efficaci, altrimenti non sarebbero diffusi!) ricordiamo TweetDeck (o, meglio ancora Hellotxt) che permette di aggiornare contemporaneamente Facebook e Twitter. Anche Google Wave promette un’interazione multicanale dando la possibilità di pubblicare sia su mail, social media e photo sites.

Un altro dato interessante è dato dalla motivazione per cui sono utilizzati i Social Media dalle aziende:

  • aumentare le interazioni con i consumatori (81%)
  • Costruire un’immagine aziendale (81%)
  • come strumento di recruiting (69%)
  • come strumento di servizio alla clientela (64%)
  • aumentare il morale dei dipendenti (46%)

Inoltre, il 73% delle aziende dichiara di volere aumentare la propria presenza sui Social Media nei prossimi 12 mesi.

Nasce pertanto la necessità di stilare degli elementi da includere nella Social Media policy relativa all’uso dei medesimi:

  1. Decidere una filosofia di approccio con i Social Media: aperto e partecipativo oppure chiuso ?
  2. Onestà e rispetto: coloro che utilizzano i SM per conto di un’azienda devono essere onesti, rispettosi, mai volgari e trasparenti
  3. Informazioni confidenziali: è necessario tracciare delle linee guida su quali sono i limiti della riservatezza aziendale
  4. Online Identity: differenziare l’identità aziendale a quella personale nell’uso dei Social media
  5. Focus sulle performance: è giusto che un impiegato pubblichi sul proprio blog durante la pausa pranzo? Oppure è necessario che utilizzi Twitter solo per pubblicare contenuti legati all’azienda?

Infine, è bene considerare i rischi che comporta l’utilizzo dei SM ( fuga di informazioni riservato, condivisione di malumori aziendali ), su tutti un rischio reputazionale.

Ultimo dato interessante: il 31% dei CEO ha un profilo Facebook e il 14% degli stessi utilizza Twitter.

E la vostra azienda come si regola? Utilizza oppure no i Social Media? Siete su Facebook e su Twitter?

[ fonte Jeff Bullas ]

Link interessanti:

Twitter per le aziende

Statistiche Twitter

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