I Social Media sono in salute?

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Com’è cambiata la situazione dei Social Media in un anno? Ecco un grafico esplicativo piuttosto interessante: Facebook, come prevedibile, ha ulteriormente aumentato la propria quota di mercato, andando sostanzialmente a colmare il gap perso da MySpace, il quale continua a regredire in maniera sensibile. Capire perchè è abbastanza semplice, vista ormai la situazione di quasi monopolio del social network di Palo Alto e visto il concept “antico” di MySpace. Twitter cresce, ma meno di quanto mi sarei aspettato (almeno “a naso”), Gmail rimane più o meno invariato (nonostante Buzz e Wave) come anche Ning (che ora però si paga). Il vero botto in termini numerici lo registra invece Linkedin, che registra un importante incremento negli ultimi 12 mesi.

Perchè? Bella domanda. Merito della crisi che ha portato tanti nuovi utenti a iscriversi al social network professionale pur di trovare qualche chance in più di lavoro? Merito di uno strumento effettivamente efficace e attraente anche per un pubblico non esattamente web addicted? E’ il segno che il social web sia più efficace in versione seria che in versione ludica?

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Siamo un popolo di santi,marinai e..di generatori di contenuti!

Una volta gli italiani erano famosi nel mondo come un popolo di santi, poeti e marinai, ora il detto andrà parzialmente corretto: sugli italiani santi non ci metterei la mano sul fuoco, marinai mi sembra un po’ demodè, mentre gli italiani poeti sembrano essersi trasformati in..generatori di contenuto!

L’Osservatorio sui Social Media ha infatti decretato la supremazia degli italiani in quanto a produzione di contenuti sui social media. E, badate, non si sta parlando di ragazzini brufolosi deliranti per i Tokyo Hotel, bensì di adulti compresi tra i 43 e i 52 anni.

Personalmente mi sono fatto l’idea che l’entusiasmo per i social media dimostrato dagli adulti sia da riportare al fatto che, a conti fatti, sono LORO i “principianti del web“, ossia sono i nostri genitori coloro che si approcciano in modo più creativo con i SM perchè per loro è una delle prime esperienze multimediali che vivono. Noi che siamo cresciuti a pane e Nintendo forse abbiamo già maturato un certa disilusione e noia per i social network. Forse.

Tra gli altri dati emersi ci tengo a sottolineare che gli Italiani sono primi anche nella categoria “critics“, mentre gli olandesi la fanno da padrone nelle sezioni “joiners ” e “spectators“. I più pigri, passivi e inattivi? I teteschi di cermania, ja.

via SocialMediaMarketing.it

Stampare Internet?

E se stampassimo Internet? Tutto, dico, ogni singola informazione presente sulla rete.

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Si impiegherebbero 57.000 anni (24h/24, 7 giorni su 7) per leggere il tutto.
Leggendo una decina di minuti al giorni gli anni diventerebbero più di 8 milioni.
Il libro stampato sarebbe alto 10.000 piedi.
Servirebbero 47 milioni di cartucce.
Con una normale stampante ci vorrebbero 3.805 anni per completare la stampa (errori di stampa permettendo).
Se i Babilonesi avessero iniziato a stampare nel 1.800 a.C. avrebbero finito ora.
Bisognerebbe abbattere 40.000 alberi (il doppio di quelli presenti in Central Park).

Grande cosa Internet. grande, grande.

[via CartridgeSave e MacintoshBlogr]

Twitter, la situazione aggiornata

Anche oggi vi segnalo un’analisi svolta sul fenomeno mediatico del momento, ovvero l’ormai onnipresente Twitter.

Cito Andrea Colaianni di Womarketing

* La maggior parte degli utenti (il 72,5%) si sono iscritti nei primi 5 mesi del 2009
* 85,3% degli utenti postano meno di un update al giorno
* 21% non ha mai postato un tweet
* 93,6% hanno meno di 100 followers, mentre il 92,4% segue meno di 100 persone
* 5% degli utenti generano il 27% delle intere attività su twitter (stiamo parlando comunque di 550mila utenti)
* Come potevamo aspettarci gli USA hanno il maggior numero di utenti
* Oltre il 50% degli update provengono da applicazioni web e mobile based, mentre il resto dal sito twitter.com – il più utilizzato è sempre tweetdeck.
* Le donne (53%) sembrano essere più numerose degli uomini (47%).
* Le persone che si identificano come PR professional, il 65% non hanno mai postato un update

Per leggere tutto l’articolo, cliccate qui

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Twitter, twitter, twitter! non si parla d’altro nella blogosfera italica, ragion per cui mi discosterò parlando di..twitter!

Una ricerca svolta da un team di cervelloni di Harvard evidenzia alcune particolarità relative al comportamento degli utenti cinguettanti.

A parte il dato che l’80% degli utenti esaminati ha almeno un followers (…), emerge che uomini e donne seguono (following) in media un numero simile di utenti, ma si nota una differenza del 15% in più tra il numero di followers degli uomini rispetto a coloro che seguono gli utenti femminili. Il dato è sorprendente, considerando che l’utenza di Twitter è rappresentata per il 55% da donne e per il 45% da uomini.

Inoltre è interessante il dato “chi segue chi“: in media un uomo preferisce fare following verso un altro uomo  rispetto che verso una donna (25% di preferenza in più), e così accade anche per le donne, le quali preferiscono seguire  uomini piuttosto che donne. In sostanza, si ha il 40% di possibilità in più di essere followed da un uomo rispetto cha de una donna. Il dato è davvero interessante, perchè si sa che solitamente la vita dei social network ruota intorno alle donne (e non solo sui SN!), ai loro contenuti e ai loro commenti: “On a typical online social network, most of the activity is focused around women – men follow content produced by women they do and do not know, and women follow content produced by women they know“.

Insomma, si può dire che su Twitter gli uomini odiano le donne? secondo voi perchè?

Per una lettura completa dell’articolo dal quale ho ricavato queste informazioni vi rimando qui.

Gli italiani e Internet – parte seconda

Riprendo in mano le statistiche relative al rapporto tra italiani e web proposte un paio di giorni per snocciolare altri numeri che evidenziano quali sono le dinamiche e le caratteristiche della Rete nel nostro paese.

- il 46.5% degli italiani dispone di un accesso web: un dato confortante se affiancato al fatto che circa il 90% di essi utlizza l’ADSL con abbonamento flat per connettersi

- il 64% degli uomini e il 53% delle donne sono utenti di Internet, da che se ne deduce una distribuzione demografica tutto sommato equa

- Come ovvio il web è presente in modo massiccio tra gli studenti universitari, infatti il 95% di loro utilizza il web; buone percentuali anche tra i diplomati (82%) e tra gli studenti di scuole medie e superiori (81%). Rispetto alle fasce d’età Internet penetra per il 78% tra i teenager (11-17 anni), al 73% tra i 18-34enni e per un buon 66% nella fascia 35-54 anni (ricordo i dati a proposito dell’utenza Twitter).

- Si accede al web principalmente da casa propria (50%), dato uniformemente distribuito su tutte le fasce demografiche, mentre il 20% si connette a Internet dal posto di lavoro. Solo il 7% naviga in mobilità, tramite smartphone e palmari: principalmente costoro hanno un profilo di alto livello (laureati, imprenditori, manager)

- Perchè si utilizza Internet? Per cercare informazioni è la motivazione più comune (46%), seguita dallo stimolo di sveltire alcuni processi (acquisti, iscrizioni, prenotazioni) (27%), quindi per svago (22%), aggiornamento in tempo reale (21%) e per rimanere in contatto con persone distanti (19%)

- E perchè invece NON si utilizza il web? Il 60% dichiara di non saper usare il pc, il 23%pur non avendo mai provato il web afferma di non essere interessato. Tra gli utenti occasionali invece si adducono motivazioni legate ai costi del servizio, al fatto che è ancora complicato accedervi da cellulare, alla lentezza delle connessioni e all’eccessiva presenza di pubblicità online.

Sondaggino: voi come vi collegate? chi siete (anni, titolo di studio, professione) ? da quanti anni ormai? perchè?