Facebook si twitterizza sempre più

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La guerra tra Facebook e Twitter sembra essere aperta: nel tentativo (forse) di arginare l’impetuosa crescita del servizio di cinguettio, la società di Mark Zuckerberg darà ai propri utenti una nuova feature di stampo prettamente twitteriano, ossia la possibilità di recapitare un messaggio ad un amico utilizzando la struttura @NOMEAMICO.

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Guardando il tutto solo in ottica Facebook possiamo dire che è una sorta di estensione del Tag (se prima si potevano taggare gli amici in foto, video e note, perchè non estendere il tutto anche allo status?). Unica differenza, per ora, sarà che potremo recapitare messaggi diretti solo alla nostra lista di contatti, mentre su Twitter è possibile citare chiunque, followers, following e non.

Ovviamente quando una persona verrà taggata nello status da un proprio contatto riceverà una delle tanto odiate notifiche.

via Geek.com

Il meglio della settimana

Alcuni post che vi segnalo caldamente:

New Twitter Research: men follow men and nobody tweets – (Harvard University)

Twitter come strumento SEO -  (Guadagna-soldi-ora)

Flickr integra Twitter – (MaestroAlberto)

Rivoluzione Twitter – (RudyBandiera)

Twitter, nuovo canale di informazione – (FranzRusso)

e..

Nuocere allo sviluppo di Internet? – (Wired)

Buon weekend!

Gli italiani e le nuove tecnologie



Riprendo un indagine  svolta dal Mides (Forum PA) su 2.400 campioni per indagare sul rapporto Italia/web:

  • 3 italiani su 4 possiedono un pc (75%)
  • 1 su 2 utilizza Internet (58.2 %) quasi tutti i giorni, soprattutto se ha l’Adsl (84%)
  • il 26.3 % non possiede un pc
  • l’82.2 % di queste persone non comprerebbe un pc nemmeno se incentivato economicamente
  • il 46% di coloro che non utilizzano Internet agisce così perchè non sa usare bene un pc
  • il 43% dei non-utilizzatori non saprebbe comunque che farsene di Internet
  • il 41% dei NON utenti risponde al profilo: donna, over 50, titolo di studio medio-basso, casalinga o pensioanta, senza figli o ancora a casa con i genitori
  • il 18.8 % di queste persone sono definite IRRECUPERABILI, cioè non hanno un benchè minimo interesse per il web
  • il 26% utilizza Internet per interagire con i servizi pubblici, e solo il 24% di essi sono effettivamente soddisfatti del servizio

Non mi stupisco di questi numeri, anzi. L’ “alfabetizzazione” Internet in Italia è ancora di là da venire, insomma.

[ via La Stampa ]

Twitter, il social network della terza età

Twitter sarà il Facebook del 2009? Tutto è possibile in un mondo che cambia a velocità vertiginose come quello del web e in particolare dei social network.

I dati presentati da ComScore denotano infatti un volume di crescita a dir poco esponenziale del traffico per il “cinguettante” Twitter, il quale a Febbraio 2009 conta 10 milioni di visitatori unici al mese, aumentando del 700% rispetto al medesimo dato del 2008. I dati più impressionanti sono da un lato l’aumento di 5 milioni di visite uniche in più nel giro di 2 soli mesi, dall’altro l’aumento del 1000% degli utenti USA negli ultimi 12 mesi.



Se era facilmente immaginabile la costante e rapida crescita dell’uccellino sociale, risultava sicuramente più arduo auspicare la composizione dell’utenza di Twitter. Il reporter dell’agenzia Reuters Aleksei Oreskovic ha infatti pubblicato uno studio sulla demografia di Twitter, la quale si rivela quanto mai anomala: i social media early adopters tipici, ovvero i 18-24enni, sono solamente il 12% del totale, mentre sono la maggioranza gli utenti compresi tra i 25 e i 55 anni.

Nello specifico è quantomai interessante e sorprendente che il 36% degli utenti di twitter abbiano un’età compresa tra i 45 e i 54 anni.



Come mai?

Twitter è utilizzato da molti professionisti del settore (e non), segno che la “prima generazione” di Internet sta crescendo e che i cosiddetti “technologically inclined” non sono solo più i ragazzini e gli studenti universitari. E siccome il segmento over 25 è oggettivamente maggiore di quello under-25: insomma,  si può comprendere il motivo per cui Twitter ha avuto un boom di utenti così imponente negli ultimi tempi.

via http://www.comscore.com/blog

Febbre suina e sovrabbondanza informativa

Cito da La Stampa di oggi:

L’epidemia di influenza suina corre su uno dei social network più famosi, Twitter, che però sta facendo un cattivo servizio alla comunità virtuale, diffondendo disinformazione e paura. Secondo quanto si legge sulla CNN online solo lunedì, in base ai dati diffusi dalla Nielsen Online, ben il 2% dei post su Twitter era relativo all’influenza messicana. E quasi sempre si tratta di informazioni inattendibili, ha sottolineato Brennon Slattery, che scrive per il magazine della PC World: «L’uso di Twitter va nella direzione sbagliata perchè sta propagando panico invece di dare informazione corretta su quel che succede».

La Stampa

Effettivamente mi sembra ci sia addirittura un eccesso di informazione su questa influenza suina, una sovrabbondanza informativa che farebbe impallidire Akerlof.

Referendum Facebook: i risultati



Sono stati annunciati oggi i risultati del referendum promosso su facebook relativamente alle condizioni d’uso: come preannunciato, è stato un flop. 600.000 voti, pari a circa il 3% dell’utenza totale, sono una miseria, ammettiamolo.

Comunque sia, il 74% dei votanti ha dichiarato il proprio parere favorevole all’introduzione dei nuovi termini di servizio proposti dai gestori del social network: in sostanza, presto tutto ciò che caricheremo su Facebook potrà essere usato da FB stesso a loro completa discrezione.

Altro che democrazia. Prima la inneggiamo e poi la ignoriamo. Siamo gente strana.

[ via: http://mashable.com/2009/04/24/facebook-democracy-2/ ]

Il referendum sulla privacy di Facebook

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La smania referendaria non colpisce solamente i politicanti italiani e la legge elettorale e siccome è sempre più labile il confine tra reale e virtuale non poteva mancare il referendum indetto da Facebook.

Il problema è spinoso, ovvero i termini di servizio di FB: si proponeva infatti che i contenuti generati dagli utenti divenissero di proprietà esclusiva del sito, cozzando così con le regole della privacy e della proprietà intellettuale. In seguito alle ovvie proteste la proprietà di Facebook ha proposto un referendum tra gli utenti in modo da aprire un confronto con essi in merito alle future condizioni d’uso.

Si è aperta così una “fase democratica” del social network, il quale si trova sempre più spesso ad affrontare temi tipici del mondo reale, quale l’annoso problema del raggiungimento del quorum.

Il quorum è stato infatti fissato al 30% degli utenti attivi mensilmente, ovvero circa 50 milioni di voti. Ebbene, il termine ultimo per votare è fissato per il 23 aprile (domani), e sapete in quanti hanno votato? 300.000 appena!

Sorgono due riflessioni: da un lato a quanto pare agli utenti importa ben poco del problema e pertanto si fatica a raggiungere il quorum come nei referendum classici, dall’altro sono già partite le prime critiche che vedono il voto come una sorta di truffa ben mascherata per consultare gli utenti in modo molto superficiale e poi agire come nelle intenzioni iniziali (ma con la coscienza a posto).

Si attendono a breve interessanti sviluppi.

[ Via Repubblica.it ]

Blog e libertà di parola: Yoani Sanchez

Ho parlato qualche giorno fa dei paesi che censurano Internet, oggi voglio “aggiornare” la situazione suggerendovi l’intervista apparsa sul sito del Corriere della Sera alla blogger cubana Yoani Sanchez.

Yoani scrive sul blog Generaciòn Y e rivendica il diritto alla libertà di espressione nel suo paese. Come è facile immaginare, la sua volontà è stata ostacolata più e più volte dal governo di Raul Castro, il quale non permette per nulla al mondo che l’apparenza idilliaca della sua isola venga attaccata dal report giornaliero di Yoani sulle reali condizioni di vita nell’isola caraibica.

Per citare un paio di episodi ricordo che a Yoani (inserita tra le 100 personi più influenti del mondo dal Times) è stato impedito di recarsi al ritiro del premio Ortega Y Gasset in Spagna (visto negato), mentre nel marzo 2008 il suo sito è stato oscurato agli occhi dei cubani.

Tuttavia, a sorpresa, il suo ultimo discorso  “democratico” non è stato censurato dal regime castrista, tanto che Yoani ha pronunciato parole di speranza: “L’ isola reale ha cominciato a trasformarsi in un’ isola virtuale più democratica e pluralista“.

Speriamo bene. Si attendono sviluppi.

Per approfondire:

Rassegna stampa Repubblica.it

Diregiovani.it

Contributi video

Apologia del trapassato remoto

Questo sito mi riempie di tristezza: CONIUGA.com, un coniugatore automatico di verbi.

Siamo arrivati a questi punti? Voi mi direte, è utile per gli stranieri. Vero. Ma pensare che un ragazzino delle medie possa scoprire in un secondo come si coniuga un verbo irregolare o difettivo invece di scervellarsi un po’ come abbiamo fatto tutti mi fa riflettere.

Forse sono pazzo*, ma tutto sommato ora ricordo con piacere quando ripetevo a memoria il trapassato remoto di Esigere (io ebbi esatto, ndr) piuttosto che il passato remoto di cogliere.

* forse sto solo invecchiando.