Il livello di fiducia dei consumatori online

Secondo quanto riportato dall’ultima indagine semestrale Nielsen condotta su oltre 25.000 consumatori di 50 Paesi del mondo, a livello globale i consigli personali e le opinioni pubblicate online dai consumatori rappresentano le forme di advertising ritenute più affidabili.

L’indagine Nielsen, la più vasta nel suo genere, ha evidenziato che nove consumatori internet su dieci (il 90%) si fidano dei consigli di persone che conoscono, mentre sette su dieci (il 70%) si fidano delle opinioni dei consumatori pubblicate online. Tuttavia, le aziende che investono in pubblicità saranno incoraggiate dal fatto che la percentuale di consumatori che si fida delle opinioni pubblicate online (70%) è la stessa rilevata per i siti web dei marchi, che tra le tipologie di advertising gestite direttamente dalle aziende è quella di cui i consumatori si fidano maggiormente.

trust in advertising Il livello di fiducia dei consumatori online

L’esplosione dei Consumer Generated Media negli ultimi due anni – ora stiamo monitorando oltre 100 milioni tra blog, forum e gruppi – implica che la fiducia posta dai consumatori nel passaparola è aumentata notevolmente, sia che i suggerimenti provengano da persone che conoscono o da consumatori online che non conoscono,” ha dichiarato Jonathan Carson, Presidente di Online, International, The Nielsen Company.

Con il secondo posto nella classifica mondiale, i consumatori italiani mostrano un livello di fiducia decisamente superiore alla media (10 punti percentuali) nei consigli pubblicati online:

  • Vietnamiti (81%)
  • Italiani(80%)
  • Cinesi e Francesi (entrambi 77%)

Di contro le opinioni online tendono ad essere poco credute in:

  • Argentina (46%)
  • Finlandia (50%)

Quando si tratta di aver fiducia nelle sponsorizzazioni dei marchi c’è il primato nei paesi dell’America Latina dove troviamo nelle prime posizioni:

  • 81%  Colombia e Venezuela
  • 79% Brasile

Dall’altro lato, le sponsorizzazioni hanno un’importanza minima fra i consumatori online:

  • Svedesi (33%)
  • Lettoni (36%)
  • Finlandesi (38%)

I siti web dei marchi hanno la massima importanza in:

  • Cina (82%)
  • Pakistan (81%)
  • Vietnam (80%)

mentre  tendono ad essere poco creduti dai consumatori in:

  • Svezia (40%)
  • Israele (45%)

In questo caso, l’Italia con il 64% degli utenti internet che si fida dei siti web dei marchi, si posiziona al 28esimo posto nel ranking tra i 50 paesi dove è stata condotta la survey.

Sebbene i siti dei marchi abbiano la percentuale più alta tra i consumatori internet, la survey mostra che altre tipologie di pubblicità digitale hanno livelli di fiducia inferiori rispetto alle campagne su mezzi tradizionali come gli annunci in TV, radio, riviste e quotidiani – nonostante quest’ultima sia l’unica forma di pubblicità a sperimentare un calo della fiducia rispetto all’indagine del 2007.  I messaggi pubblicitari su:

  • telefoni cellulari (24%)
  • banner online (33%)
  • video online (37%)
  • nei risultati dei motori di ricerca (41%)

sono le forme di pubblicità che sembrano generare un minor livello di fiducia.

“Nonostante il grande aumento della popolazione internet mondiale e l’impennata del tempo speso online, il settore deve ancora attrarre investimenti pubblicitari in linea con i livelli attuali di consumo di internet. L’indagine evidenzia che c’è ancora del lavoro da fare per spostare gli investimenti pubblicitari dai mezzi tradizionali all’online. Per modificare questa tendenza è necessario fermarsi e rivedere il modo in cui la pubblicità viene servita online, così da farlo diventare un mezzo più efficace per gli investitori e una tipologia di advertising in cui i consumatori possano riporre una maggiore fiducia” ha concluso Carson.

Per approfondimenti:

http://it.nielsen.com/site/8luglio.shtml

http://blog.nielsen.com/nielsenwire/consumer/global-advertising-consumers-trust-real-friends-and-virtual-strangers-the-most/

http://www.mediapost.com/publications/?fa=Articles.showArticle&art_aid=109610

  • Più che altro sono praticamente obbligati, non possono più evitarlo
  • Spero questi risultati incoraggianti, possano spingere le aziende fuori dai loro gusci e cercare maggiormente il confronto con il consumatore: blog aziendale, social network, microblogging.
  • W i social media!
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