D’yeah! Era stato previsto ma ora è ufficiale: negli Stati Uniti la pubblicità su Internet supera quella dei giornali e delle riviste. Si chiude il 2010 raggiungendo il secondo posto con ben 26 miliardi di dollari : un record che supera di oltre 3 miliardi la carta stampata e dista di soli 2,6 miliardi dalla pubblicità in TV (scommettiamo che il prossimo anno la supererà? Guarda questo post ). Una sorprendente crescita del 15% rispetto al 2009 che ha colmato anche le flessioni di crescita durante la crisi finanziaria.
Vi segnalo questa ottima ricerca commissionata da Google alla Boston Consulting Group per capire quanto la rete sia importante in Italia nonostante i nostri politici sembrano letteralmente ignorandola.
Ecco il sunto dei dati emersi:
il valore della rete è stato di 28,8 miliardi nel 2009
31,5 miliardi nel 2010 (crescita del 9,4% rispetto al 2009, ovvero il 2% del PIL)
ha contribuito alla crescita del PIL del 7%
il valore considerando gli effetti indiretti è di 56 miliardi
valore merci offline cercati online e acquistati offline: 17 miliardi (2,5 volte l’ecommerce)
e-procurement della pubblica amministrazione vale 7 miliardi
nel 2015 si stima che rappresenterà dal 3,3 al 4,3% del PIL
la crescita dell’internet economy da oggi al 2015 sarà tra il 12-18%
Ad oggi ci sono 150.000 persone che lavorano direttamente sulla rete
è un acceleratore di crescita per le PMI: crescono, esportano, assumono, producono di più
le PMI attive online sono cresciute del 1,2% rispetto alle passive che hanno registrato un calo del 4,5%
le PMI attive online hanno registrato un’incidenza delle espertazioni pari al 14% mentre le passive solo un 4%
il 65% delle PMI attive online ha ottenuto vantaggi di produttività grazie ad internet mentre le attività offline solo un 4%
L’Italia ha un ritardo nell’e-commerce ma potrebbe avere un’interessante evoluzione nel mobile commerce visto che è la prima in Europa per la diffusione degli smartphone, con un tasso di crescita superiore alla media globale
in Italia ci sono 15 milioni di dispositivi smart, 2/3 dei quali sono utilizzati per navigare su internet
nel 2010 il mercato delle applicazioni mobile ha raggiunto i 50 milioni di euro, il doppio rispetto al 2009
già il 3% fa acquisti attraverso dispositivi mobili, il 10% è interessato a farlo
potrebbe rappresentare il motore per la crescita dell’economia italiana nei prossimi anni
Per chi non lo sapesse P&G ha prodotto serie in TV come “Sentieri” e “Così gira il mondo” per intrattenere le casalinghe passando anche per la radio!
Pazzesco eh?! Beh ora, il top spender al mondo in pubblicità (9 miliari di dollari all’anno) ha deciso dopo 77 anni di spostare il budget dalla TV ai Social.
Solitamente le aziende così grandi sono le più lente ad attuare evoluzioni di questo genere, quindi è da interpretare come un grosso segnale di un profondo cambiamento nei media e nel main stream. Sicuramente vedremo altri big come Unilever, PLC, Johnson & Johnson investire seriamente sulle varie countries.
Basta vedere alcune loro campagne che hanno bucato il web generando milioni di interazioni e miliari di impressions: Pampers su Facebook e ”Smell like a Man, Man” con il giocatore di football Isaiah Mustafa su YouTube.
In effetti il budget impiegato per uno spot di 30 secondi per la TV (realizzazione + diffusione) può …
Dopo aver visto la strategia “fan first” della Coca Cola, vi propongo quella di Starbucks: il brand più chiacchierato su Facebook (11 milioni di fans likes) e Twitter (950.000 followers). Gustatevi le slide:
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